dal Wall Street Journal del 19 aprile 2011
Si potrebbe ricorrere ad un sistema di raffreddamento ad aria per cercare di recuperare il controllo dei reattori.
L'ipotesi è stata illustrata dal portavoce e vice direttore generale dell'Agenzia Giapponese per la Sicurezza Nucleare ed Industriale.
Il sistema sarebbe simile a quelli comunemente utilizzati negli impianti francesi e statunitensi, mentre tutti gli impianti giapponesi, ubicati in prossimità della costa, utilizzano scambiatori di calore raffreddati con l'acqua di mare.
L'acqua ha rappresentato l'elemento principale alla base degli sforzi sinora profusi dalla Tepco nel tentativo di raffreddare i reattori: grandi quantità di acqua radioattiva stanno oramai allagando i sotterranei dell'impianto e sono giunte a minacciare gli stessi macchinari dei sistemi di raffreddamento.
Ogni reattore è dotato di due sistemi separati di pompaggio: il primo fa scorrere l'acqua attorno alle barre di combustibile e, raffreddandole, vaporizza; il secondo impianto, separato dal primo, raffredda attraverso scambiatori il vapore prodotto e lo condensa.
Il sistema di raffreddamento ad aria, servirebbe a raffreddare l'acqua proveniente dal reattore, consentendo di mantenerla all'interno del sistema.
In base al piano, Tepco sta progettando di riempire i contenitori dei reattori n.1 e 3 con acqua ceh verrebbe raffreddata ad aria attraverso un sistema di scambiatori di calore.
Il medesimo progetto potrà essere applicato al reattore 2 una volta riparate le crepe che hanno consentito la fuoriuscita di acqua altamente radioattiva.
Un robot fornito dagli Stati Uniti è stato impiegato per verificare l'interno degli edifici n.1 e n.3, per la prima volta dalle esplosioni avvenute durante la prima settimana della crisi, rilevando alti livelli di radioattività; i livelli non sarebbero però tali da precludere l'accesso degli operai per i lavori di riparazione, ma verranno raccolti altri dati in un'area più ampia prima di procedere con l'invio di operai all'interno della struttura.
Il livello di radiazioni rilevate dall' iRobot Corp.'s Pakbot, è in un range tra i 10 ed i 49 millisieverts/ora al piano terreno del reattore No. 1 e tra i 28 ed i 57 millisieverts nel reattore No. 3; il livello di esposizione consentito per gli operai è di 250 millisieverts / anno.
Il robot non è ancora stato inviato all'interno del reattore N.2 che si ritiene contenga il livello più alto di radiazioni.
In base alle dichiarazioni di alcuni esperti, il raffreddamento ad aria potrebbe condurre l'impianto di Fukushima ad uno spegnimento in sicurezza: le temperature all'interno dei reattori sono già state ridotte a 90 / 200 °C, a seconda dell'unità, dagli oltre 1000 °C che erano stati raggiunti un mese fa; a questo punto i reattori potrebbero essere ulteriormente raffreddati fino a raggiungere temperature al di sotto del punto di evaporazione dell'acqua e, quindi, depressurizzati.
Nel frattempo, durante un'audizione parlamentare, il presidente di Tepco ha affermato che molto probabilmente l'azienda abbandonerà i lavori per la realizzazione dei due nuovi reattori (7 ed 8) in Fukushima.
Dopo l'emozione dei primi giorni, le notizie sul disastro nucleare di Fukushima sono andate diminuendo, hanno perduto le prime pagine dei giornali e sono via via scese nella graduatoria dei notiziari. Questo Blog vuole continuare in qualche modo a seguire la vicenda, raccogliendo ciò che viene detto nel mondo attraverso link diretti, trascrizioni e traduzioni degli articoli. Ovviamente ogni contributo è ben accetto. Cercherò di limitare i commenti attenendomi alle sole notizie.
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